Tutto pronto per il torneo di basket internazionale
MESAGNE: UNA CITTA' A CANESTRO
100 bambini invadono Mesagne
Tutto pronto per la sesta edizione del torneo internazionale di basket Terra dei Messapi - memorial Gigi Melone - che vedrà a Mesagne, questa settimana nei giardini della villa comunale, otto squadre contendersi la vittoria del prestigioso evento sportivo. La manifestazione, organizzata come è ormai consuetudine dall'Associazione sportiva Mens Sana Mesagne ha ricevuto il patrocinio dal Senato della Repubblica, dalla Regione Puglia, dalla Provincia di Brindisi, dal Comune di Mesagne, dalla Polizia di Stato, dal CONI e dalla Camera di Commercio di Brindisi. Media partner dell'evento sono Ciccioriccio, Studio 100 e Il nuovo Quotidiano di Puglia. Problemi di visto di ingresso per la formazione del Montenegro di Kotor che per questioni burocratiche rischia di non arrivare in tempo utile in Puglia. Programmati gli arrivi che porteranno a Mesagne oltre 100 bambini: la prima formazione a raggiungere la località salentina è la blasonata Fortitudo Bologna che giungerà a Brindisi in treno, seguita dai croati del Rijeka e dai toscani della Virtus Siena, altra piazza storica del basket internazionale. La cerimonia di apertura si svolgerà venerdì alle ore 19:00, nella Villa comunale di Mesagne alla presenza delle otto formazioni, del Questore di Brindisi Salvatore Margherito, del Consigliere regionale Vincenzo Montanaro, del vice presidente della Provincia Damiano Franco, del Sindaco di Mesagne Vincenzo Incalza, del Sindaco di Fasano Lello Di Bari, che ha patrocinato la visita allo zoosafari per tutti i partecipanti, dell'Assessore allo sport del Comune di Mesagne Francesco Rini e del Presidente del CONI Nicola Cainazzo. Presenterà la serata Carlo Amatori di Senzacolonne. Le squadre sfileranno con la banda locale per le vie del centro per raggiungere il campo di gara, nel palcoscenico naturale della villa comunale, dove sarà proclamato il giuramento dell'atleta, saranno eseguiti gli inni nazionali delle formazioni partecipanti con l'alzabandiera e sarà effettuata la gara di tiro da tre punti.Anche quest'anno la società mensanina ha attribuito un premio al giornalista che ha diffuso il basket sugli organi di informazione. Dopo Franco De Simone e Franco Castellano della Gazzetta del Mezzogiorno e Rino Porro di Basketpuglia.it e Antonio Rodi del Quotidiano, in questa edizione sarà Andrea Tundo del Nuovo Quotidiano di Puglia a ricevere la medaglia assegnata alla manifestazione dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. I partecipanti alloggeranno presso l'ex convento dei Cappuccini, grazie alla disponibilità del Prof. Alessandro Distante presidente dell'ISBEM, e pranzeranno alla Locanda dei Messapi, rinomato locale situato a due passi dal castello in uno dei più suggestivi angoli del centro storico mesagnese, grazie alla disponibilità del titolare Uccio Denitto. Arbitreranno il torneo otto miniarbitri provenienti dalla Sicilia, Calabria e Basicata coadiuvati dall'Istruttrice nazionale Katia Nicolatti. La Polizia di Stato, grazie all'intervento di S.E. il Prefetto dott. Nicola Cavaliere e del Questore di Brindisi, metterà a disposizione due autobus per fare conoscere il territorio ai bambini partecipanti. Mentre gli organizzatori cercano di mettere a posto gli ultimi particolari, tutti aspettano l'inizio del torneo che è diventato uno dei più importanti punti di riferimento del basket giovanile internazionale.
martedì 8 luglio 2008
lunedì 7 luglio 2008
NUOVE PROSPETTIVE DI SVILUPPO PER BRINDISI CONTRO VECCHIE POLITICHE PILOTATE DAL RILANCIO DEL RIGASSIFICATORE
Nuove prospettive di sviluppo per Brindisi contro vecchie politiche pilotate dal rilancio del rigassificatore.
L’espressioni della società civile e le associazioni del mondo ambientalista che hanno dato vita ad un vasto ed articolato movimento di opinione in favore di un diverso sviluppo ritengono opportuno approfondire il dialogo intorno ad idee e progetti ritenuti fondamentali. C’è bisogno di uno sviluppo che prenda le distanze dai gravi errori causati dalla vecchia politica. Errori che hanno messo in ginocchio un territorio con grandi potenzialità mortificando le vocazioni locali. Riteniamo perciò utile un confronto di idee e proposte con le istituzioni locali e quei settori della società brindisina che sono sensibili al tema del cambiamento.
Il nostro territorio dispone di infrastrutture di prim’ordine e non può languire per soddisfare interessi di questo o quel potentato e che nulla hanno a che vedere con l’interesse generale del territorio che - è bene sottolinearlo - corrisponde all’interesse di ciascun cittadino. Un impegno particolare dovrà essere rivolto alla risoluzione dei problemi legati alla terziarizzazione e, in particolare, a quelli connessi alla presenza di un settore commerciale (spesso ignorato) che è, invece, da considerare di rilevante rilievo per l’intera economia della città.
Di cruciale importanza per le sorti della comunità è il consolidamento e lo sviluppo dell’Università, dei “Centri di ricerca” nonché dei Centri di Formazione Superiore e di Eccellenza, intesi come luoghi di produzione culturale e di innovazione tecnologica, la cui presenza è condizione necessaria per far compiere alla città un necessario salto di qualità. A questo fondamentale progetto dovrebbero concorrere tutti: dalle istituzioni pubbliche ai singoli cittadini, dalle aziende alle industrie presenti sul territorio, con le quali ultime è bene avviare con spirito costruttivo un confronto all’insegna della chiarezza e della collaborazione.
Il porto deve essere rivitalizzato per riconquistare quel ruolo primario che una politica distratta e una discutibile gestione hanno relegato in una posizione marginale funzionale solo al polo energetico. L’attività portuale deve riappropriarsi della sua polifunzionalità riacquistando e sviluppando quel traffico passeggeri e mercantile che per decenni è stato risorsa economica fondamentale. Lo steso si può dire di un certo settore del turismo che punti alla valorizzazione della costa e del nostro territorio, un turismo che dovrebbe essere rilanciato dopo le confuse e mortificanti vicende degli ultimi tempi. L’agricoltura, che deve avere i giusti riconoscimenti in un tempo in cui i prodotti di qualità hanno grande mercato, deve essere aiutata ad uscire dal lungo periodo di sofferenza.
E’ di tutta evidenza che l’impegno per uno sviluppo diverso che valorizzi i settori evidenziati confligge in modo inequivocabile con un polo energetico che brucia oltre 8 milioni di tonnellate di carbone e con il rigassificatore progettato nel porto.
Con questo spirito e in questa prospettiva incontreremo istituzioni, associazioni, categorie e chiunque – anche singoli cittadini - abbia voglia di discutere dei problemi del nostro territorio e delle possibilità di dar vita ad assetti dell’economia locale più rispondenti alla domanda sociale.
Brindisi, 7 luglio 2008
Italia Nostra, Legambiente, WWF, Fondazione “Dott. Antonio Di Giulio”, Fondazione “Prof. Franco Rubino”, A.I.C.S., ARCI, Forum ambiente salute e sviluppo, Medicina Democratica, Lipu, Comitato per la Tutela dell’Ambiente e della Salute del Cittadino, Comitato cittadino “Mo’ Basta!”, Comitato Brindisi Porta d’Oriente
L’espressioni della società civile e le associazioni del mondo ambientalista che hanno dato vita ad un vasto ed articolato movimento di opinione in favore di un diverso sviluppo ritengono opportuno approfondire il dialogo intorno ad idee e progetti ritenuti fondamentali. C’è bisogno di uno sviluppo che prenda le distanze dai gravi errori causati dalla vecchia politica. Errori che hanno messo in ginocchio un territorio con grandi potenzialità mortificando le vocazioni locali. Riteniamo perciò utile un confronto di idee e proposte con le istituzioni locali e quei settori della società brindisina che sono sensibili al tema del cambiamento.
Il nostro territorio dispone di infrastrutture di prim’ordine e non può languire per soddisfare interessi di questo o quel potentato e che nulla hanno a che vedere con l’interesse generale del territorio che - è bene sottolinearlo - corrisponde all’interesse di ciascun cittadino. Un impegno particolare dovrà essere rivolto alla risoluzione dei problemi legati alla terziarizzazione e, in particolare, a quelli connessi alla presenza di un settore commerciale (spesso ignorato) che è, invece, da considerare di rilevante rilievo per l’intera economia della città.
Di cruciale importanza per le sorti della comunità è il consolidamento e lo sviluppo dell’Università, dei “Centri di ricerca” nonché dei Centri di Formazione Superiore e di Eccellenza, intesi come luoghi di produzione culturale e di innovazione tecnologica, la cui presenza è condizione necessaria per far compiere alla città un necessario salto di qualità. A questo fondamentale progetto dovrebbero concorrere tutti: dalle istituzioni pubbliche ai singoli cittadini, dalle aziende alle industrie presenti sul territorio, con le quali ultime è bene avviare con spirito costruttivo un confronto all’insegna della chiarezza e della collaborazione.
Il porto deve essere rivitalizzato per riconquistare quel ruolo primario che una politica distratta e una discutibile gestione hanno relegato in una posizione marginale funzionale solo al polo energetico. L’attività portuale deve riappropriarsi della sua polifunzionalità riacquistando e sviluppando quel traffico passeggeri e mercantile che per decenni è stato risorsa economica fondamentale. Lo steso si può dire di un certo settore del turismo che punti alla valorizzazione della costa e del nostro territorio, un turismo che dovrebbe essere rilanciato dopo le confuse e mortificanti vicende degli ultimi tempi. L’agricoltura, che deve avere i giusti riconoscimenti in un tempo in cui i prodotti di qualità hanno grande mercato, deve essere aiutata ad uscire dal lungo periodo di sofferenza.
E’ di tutta evidenza che l’impegno per uno sviluppo diverso che valorizzi i settori evidenziati confligge in modo inequivocabile con un polo energetico che brucia oltre 8 milioni di tonnellate di carbone e con il rigassificatore progettato nel porto.
Con questo spirito e in questa prospettiva incontreremo istituzioni, associazioni, categorie e chiunque – anche singoli cittadini - abbia voglia di discutere dei problemi del nostro territorio e delle possibilità di dar vita ad assetti dell’economia locale più rispondenti alla domanda sociale.
Brindisi, 7 luglio 2008
Italia Nostra, Legambiente, WWF, Fondazione “Dott. Antonio Di Giulio”, Fondazione “Prof. Franco Rubino”, A.I.C.S., ARCI, Forum ambiente salute e sviluppo, Medicina Democratica, Lipu, Comitato per la Tutela dell’Ambiente e della Salute del Cittadino, Comitato cittadino “Mo’ Basta!”, Comitato Brindisi Porta d’Oriente
L'ESTATE MESAGNESE E LA CARITA' CRISTIANA
L’estate mesagnese e la carità cristiana
L’estate c’è, e l’estate mesagnese pure. Ad un primo colpo d’occhio mi pare che sia stato allestito un cartellone di eventi molto sobrio, efficace, sufficientemente diversificato. Nelle condizioni date, con le risorse utilizzate, nel tempo avuto credo francamente che non si potesse fare o chiedere di più. L’assessore Magrì ed i suoi colleghi di giunta hanno saputo sfruttare al meglio il bagaglio di esperienza accumulato dalle amministrazioni di centro-sinistra mutuando l’impostazione complessiva dell’iniziativa e valorizzando al massimo la vivacità culturale del tessuto associativo mesagnese che, mi preme ricordare, è la risultante di una perseverante pratica politica della solidarietà e della partecipazione messa in atto sopratutto da chi ha governato Mesagne in questi anni.
Ma l’assessore ha voluto imporre al programma un sigillo personale, una singolare caratterizzazione etica che consiste nel fatto di chiedere l’obolo di 50 centesimi ai cittadini alla fine di ogni spettacolo, gratuitamente offerto, per destinarne il ricavato alla Caritas vicariale.
Un pensiero che ti stringe il cuore, un atto di carità cristiana cui francamente non ci si può sottrarre. Con questo piccolo gesto l’Amministrazione pubblica evoca a se una funzione educativa quasi pastorale e cioè “ricordare ai suoi cittadini che nel mentre loro se la godono c’è qualcuno più sfortunato che soffre”.
E’ una inclinazione al pietismo, all’elemosina di stato, all’offertorio pubblico francamente disgustosa. Esattamente nel solco segnato dal governo del “sultano” Berlusconi che con l’introduzione della la Robin-Tax, della tessera del pane, con l’una tantum ai pensionati sociali sta perpetrando lo smantellamento dello stato sociale in favore dello stato assistenziale.
E perché poi destinatario delle risorse raccolte è un ente ecclesiale e non un ente laico o una iniziativa propria del comune in favore dei suoi cittadini più sfortunati? Voglio sperare che l’iniziativa non muova dal senso di gratitudine che il governo cittadino deve al mondo (al voto?) cattolico perché questo introdurrebbe una turbativa grave nei rapporti fra il Comune e la Chiesa locale rapporti fin qui improntati al reciproco rispetto nel riconoscimento del valore universale della Chiesa e del valore della laicità dello Stato.
Io non ho niente contro l’elemosina, meno che mai contro la Caritas vicariale ma credo che la carità sia un atto talmente nobile che deve rimanere nello stretto riserbo della propria coscienza, quando viene esibita o addirittura statalizzata diventa un atto imbarazzante tanto quanto lo è il sepolcro in S.Apollinare di Renatino De Pedis benefattore senza pari della banda della Magliama.
Mesagne. 7 luglio 2008
Pompeo Molfetta
Capogruppo Consiliare
“Sinistra-Arcobaleno”
L’estate c’è, e l’estate mesagnese pure. Ad un primo colpo d’occhio mi pare che sia stato allestito un cartellone di eventi molto sobrio, efficace, sufficientemente diversificato. Nelle condizioni date, con le risorse utilizzate, nel tempo avuto credo francamente che non si potesse fare o chiedere di più. L’assessore Magrì ed i suoi colleghi di giunta hanno saputo sfruttare al meglio il bagaglio di esperienza accumulato dalle amministrazioni di centro-sinistra mutuando l’impostazione complessiva dell’iniziativa e valorizzando al massimo la vivacità culturale del tessuto associativo mesagnese che, mi preme ricordare, è la risultante di una perseverante pratica politica della solidarietà e della partecipazione messa in atto sopratutto da chi ha governato Mesagne in questi anni.
Ma l’assessore ha voluto imporre al programma un sigillo personale, una singolare caratterizzazione etica che consiste nel fatto di chiedere l’obolo di 50 centesimi ai cittadini alla fine di ogni spettacolo, gratuitamente offerto, per destinarne il ricavato alla Caritas vicariale.
Un pensiero che ti stringe il cuore, un atto di carità cristiana cui francamente non ci si può sottrarre. Con questo piccolo gesto l’Amministrazione pubblica evoca a se una funzione educativa quasi pastorale e cioè “ricordare ai suoi cittadini che nel mentre loro se la godono c’è qualcuno più sfortunato che soffre”.
E’ una inclinazione al pietismo, all’elemosina di stato, all’offertorio pubblico francamente disgustosa. Esattamente nel solco segnato dal governo del “sultano” Berlusconi che con l’introduzione della la Robin-Tax, della tessera del pane, con l’una tantum ai pensionati sociali sta perpetrando lo smantellamento dello stato sociale in favore dello stato assistenziale.
E perché poi destinatario delle risorse raccolte è un ente ecclesiale e non un ente laico o una iniziativa propria del comune in favore dei suoi cittadini più sfortunati? Voglio sperare che l’iniziativa non muova dal senso di gratitudine che il governo cittadino deve al mondo (al voto?) cattolico perché questo introdurrebbe una turbativa grave nei rapporti fra il Comune e la Chiesa locale rapporti fin qui improntati al reciproco rispetto nel riconoscimento del valore universale della Chiesa e del valore della laicità dello Stato.
Io non ho niente contro l’elemosina, meno che mai contro la Caritas vicariale ma credo che la carità sia un atto talmente nobile che deve rimanere nello stretto riserbo della propria coscienza, quando viene esibita o addirittura statalizzata diventa un atto imbarazzante tanto quanto lo è il sepolcro in S.Apollinare di Renatino De Pedis benefattore senza pari della banda della Magliama.
Mesagne. 7 luglio 2008
Pompeo Molfetta
Capogruppo Consiliare
“Sinistra-Arcobaleno”
sabato 5 luglio 2008
MENS SANA VERSO IL TERRA DEI MESSAPI 2008

MENS SANA VERSO IL TERRA DEI MESSAPI 2008
Fervono i preparativi in casa Mens Sana dove si definiscono gli ultimi dettagli per la sesta edizione del torneo internazionale Terra dei Messapi - Memorial Gigi Melone. La manifestazione, diventata un appuntamento fisso della pallacanestro giovanile internazionale, si disputerà a Mesagne dal 11 al 15 Luglio, nello splendido scenario della Villa comunale, e vedrà la partecipazione della Fortitudo Bologna, campione in carica, Virtus Siena, Basket Calimera, Basket Fasano, Basket Latiano, K.K. Uskok Rjieka (Croazia) e K.K. Kotor (Montenegro). Qualche problema da risolvere con la formazione montenegrina per i permessi di soggiorno, ma i dirigenti mensanini sono in continuo contatto con l'ambasciata italiana a Podgorica per cercare di superare il problema. Si parte venerdì 11 luglio con il raduno delle squadre e dei miniarbitri presso il Municipio da dove partirà la sfilata per le vie cittadine, accompagnata da un gruppo di sbandieratori. Nel corso della cerimonia di apertura che quest'anno sarà svolta direttamente sul campo di gara, interverranno il Questore di Brindisi Salvatore Margherito, il presidente del CONI Provinciale Nicola Cainazzo, il presidente della Federazione italiana pallacanestro di Brindisi Franco Portaluri e i rappresentanti degli Enti locali. Media partner del torneo, con ampi servizi quotidiani, saranno Il Nuovo Quotidiano di Puglia e Studio 100 TV. Come ogni anno, anche in questa edizione, i Dirigenti mensanini hanno deciso di assegnare un premio speciale ad un giornalista che si occupa della divulgazione della pallacanestro attraverso gli Organi di stampa. Tra i tanti corrispondenti, una medaglia di argento offerta dal Presidente della Repubblica, sarà assegnata al giovane Andrea Tundo del Nuovo Quotidino di Puglia. Per la sesta edizione del torneo Terra dei Messapi e per la promozione dei prodotti del territorio, le Agricole Rizzello SpA hanno preparato 200 bottiglie di vino personalizzato da consegnare a tutti i partecipanti e alle autorità presenti. L'azienda è ubicata a Cellino San Marco e rappresenta da anni una delle realtà produttive aziendali più solide e rispettate del Salento, con una presenza sul mercato nazionale ed internazionale straordinariamente costante. A dirigere le gare saranno presenti quattro miniarbitri provenienti dalla Sicilia, due dalla Calabria e due dalla Basilicata coordinati dall'Istruttrice nazionale Katia Nicoletti. La Mens Sana Mesagne rivolge un ringraziamento particolare alla Brindisi LNG che ha voluto supportare l'associazione, inserendola nel suo programma di attività di promozione sociale e sviluppo a favore del territorio e delle comunità locali, previste per l'anno 2008. Tale impegno della Brindisi LNG è il segno tangibile di una auspicabile relazione sinergica tra impresa e comunità locali volta ad una sempre maggiore sensibilizzazione di impegno sociale e di impresa che ci si augura possa estendersi all’intera realtà del nostro territorio. Il torneo ha ricevuto il patrocinio dal Senato della Repubblica, dal Ministero degli affari regionali, dalla Polizia di Stato, dalla Camera di Commercio di Brindisi, dal CONI, dalla Regione Puglia, dalla Provincia di Brindisi, dalla Città di Mesagne, dalla Città di Fasano e un premio di rappresentanza è giunto dalla Camera dei Deputati. Si parte l'11 luglio con il consolidato appuntamento del basket giovanile internazionale.
Fervono i preparativi in casa Mens Sana dove si definiscono gli ultimi dettagli per la sesta edizione del torneo internazionale Terra dei Messapi - Memorial Gigi Melone. La manifestazione, diventata un appuntamento fisso della pallacanestro giovanile internazionale, si disputerà a Mesagne dal 11 al 15 Luglio, nello splendido scenario della Villa comunale, e vedrà la partecipazione della Fortitudo Bologna, campione in carica, Virtus Siena, Basket Calimera, Basket Fasano, Basket Latiano, K.K. Uskok Rjieka (Croazia) e K.K. Kotor (Montenegro). Qualche problema da risolvere con la formazione montenegrina per i permessi di soggiorno, ma i dirigenti mensanini sono in continuo contatto con l'ambasciata italiana a Podgorica per cercare di superare il problema. Si parte venerdì 11 luglio con il raduno delle squadre e dei miniarbitri presso il Municipio da dove partirà la sfilata per le vie cittadine, accompagnata da un gruppo di sbandieratori. Nel corso della cerimonia di apertura che quest'anno sarà svolta direttamente sul campo di gara, interverranno il Questore di Brindisi Salvatore Margherito, il presidente del CONI Provinciale Nicola Cainazzo, il presidente della Federazione italiana pallacanestro di Brindisi Franco Portaluri e i rappresentanti degli Enti locali. Media partner del torneo, con ampi servizi quotidiani, saranno Il Nuovo Quotidiano di Puglia e Studio 100 TV. Come ogni anno, anche in questa edizione, i Dirigenti mensanini hanno deciso di assegnare un premio speciale ad un giornalista che si occupa della divulgazione della pallacanestro attraverso gli Organi di stampa. Tra i tanti corrispondenti, una medaglia di argento offerta dal Presidente della Repubblica, sarà assegnata al giovane Andrea Tundo del Nuovo Quotidino di Puglia. Per la sesta edizione del torneo Terra dei Messapi e per la promozione dei prodotti del territorio, le Agricole Rizzello SpA hanno preparato 200 bottiglie di vino personalizzato da consegnare a tutti i partecipanti e alle autorità presenti. L'azienda è ubicata a Cellino San Marco e rappresenta da anni una delle realtà produttive aziendali più solide e rispettate del Salento, con una presenza sul mercato nazionale ed internazionale straordinariamente costante. A dirigere le gare saranno presenti quattro miniarbitri provenienti dalla Sicilia, due dalla Calabria e due dalla Basilicata coordinati dall'Istruttrice nazionale Katia Nicoletti. La Mens Sana Mesagne rivolge un ringraziamento particolare alla Brindisi LNG che ha voluto supportare l'associazione, inserendola nel suo programma di attività di promozione sociale e sviluppo a favore del territorio e delle comunità locali, previste per l'anno 2008. Tale impegno della Brindisi LNG è il segno tangibile di una auspicabile relazione sinergica tra impresa e comunità locali volta ad una sempre maggiore sensibilizzazione di impegno sociale e di impresa che ci si augura possa estendersi all’intera realtà del nostro territorio. Il torneo ha ricevuto il patrocinio dal Senato della Repubblica, dal Ministero degli affari regionali, dalla Polizia di Stato, dalla Camera di Commercio di Brindisi, dal CONI, dalla Regione Puglia, dalla Provincia di Brindisi, dalla Città di Mesagne, dalla Città di Fasano e un premio di rappresentanza è giunto dalla Camera dei Deputati. Si parte l'11 luglio con il consolidato appuntamento del basket giovanile internazionale.
mercoledì 2 luglio 2008
LE INTERCETTAZIONI E LA QUESTIONE MORALE
LE INTERCETTAZIONI E LA “QUESTIONE MORALE”
Una Repubblica non «fondata sul lavoro», come vuole il primo articolo della Costituzione, ma fondata sulla raccomandazione, sulle pressioni indebite, sulle manovre rivolte ad alterare i rapporti politici per determinare la caduta dell’avverso governo, una Repubblica insomma largamente segnata da comportamenti che offendono la «pari dignità sociale dei cittadini» sancita dall’art. 3 dello Statuto ed attraversata da privilegi e discriminazioni che la stessa norma vieta in forza del principio di uguaglianza: questo è quanto viene amaramente confermato dal servizio del settimanale “L’espresso” sulle intercettazioni della Procura della Repubblica di Napoli. Un servizio dal quale emerge che i pubblici ministeri hanno chiesto il rinvio a giudizio di Berlusconi non perché raccomandava alcune attrici ma perché lo scorso anno «nella sua duplice veste di leader politico e di maggiore imprenditore italiano del settore televisivo, prometteva al direttore Rai-fiction il sostegno economico alle iniziative private che Saccà si apprestava ad intraprendere». Di Pietro dice che l’allora aspirante premier avrebbe fatto «un lavoro più da magnaccia, per piazzare questa o quella velina, che da statista», qualificati esponenti della destra reagiscono evocando fantomatici disegni eversivi di ambienti giustizialisti, annunciando azioni giudiziarie, definendo il leader dell’Italia dei Valori un noto frequentatore a scrocco di garconnière ed un analfabeta persino con falsa licenza elementare ed inondando i mezzi di informazione di altre simili “finezze” compresa quella di Bossi per il quale «meglio uno di destra che va con donne di quelli di sinistra che vanno con culattoni».
Uno scenario indegno che dà la misura della crisi politica e morale nella quale sta sprofondando il Paese, un deprimente spettacolo al quale si sottrae la dichiarazione del capogruppo dei senatori del Partito Democratico Anna Finocchiaro che giustamente prende le distanze dalla pesantezza del linguaggio (non dall’asprezza della critica) di Di Pietro aggiungendo che dalle intercettazioni è venuto fuori un mondo che «colpisce per il degrado e per il ruolo affidato alle figure femminili». Ma la Finocchiaro ed altri esponenti del PD non sembra vadano al centro del problema ancora una volta messo a nudo dalle intercettazioni e cioè il desolante riproporsi della questione morale. Una questione che sta mettendo in ginocchio la credibilità delle istituzioni e che chiama in causa provvedimenti costituzionalmente illegittimi, leggi “ad personam” e, più in generale, i comportamenti di una variegata “casta” che mette arbitrariamente le mani su tutti i centri decisionali della vita civile e su tutte le formazioni sociali nelle quali si svolge la personalità dei cittadini. Le intercettazioni, è vero, non devono diventare un’arma da utilizzare nella lotta politica ma gridare allo scandalo per il loro uso improprio sorvolando sulla gravità degli andazzi che mettono in luce, significa guardare la “pagliuzza” nell’occhio altrui e non la “trave” nel proprio.
«I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le istituzioni a partire dal Governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali»: sembra la fotografia della situazione attuale ma si tratta del grido di allarme per la “questione morale” che Enrico Berlinguer lanciava in una intervista del 28 luglio 1981. Ed al giornalista che gli chiedeva perché i cittadini non avvertivano la gravità del fenomeno, il leader del PCI così rispondeva: «molti italiani, secondo me, si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi (magari dovuti ma ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti) o sperano di riceverne o temono di non riceverne più». Parole queste che vanno oggi meditate e rilanciate a fronte del dilagare di una concezione proprietaria della gestione della cosa pubblica e di quel “familismo amorale” per il quale gli interessi del parente, dell’amico, del servizievole factotum, del “compare” di partito o di congrega vengono prima delle più elementari esigenze di giustizia e delle finalità proprie delle istituzioni.
Quando agli addebiti si risponde con le minacce, quando alle critiche si reagisce con la “carta bollata”, quando specifici rilievi vengono elusi con strumentali diversivi, quando per giustificare deprecabili comportamenti si ritorcono le accuse, quando tutto ciò avviene la “questione morale” finisce per coincidere con la “questione politica”, una questione che esige, contro quanto sta accadendo, un forte rilancio della moralità costituzionale e cioè delle direttrici etiche di quello Statuto per il quale le funzioni pubbliche vanno adempiute «con disciplina ed onore» e gli uffici pubblici devono essere organizzati «in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione».
Brindisi, 30 giugno 2008
Michele DI SCHIENA
Una Repubblica non «fondata sul lavoro», come vuole il primo articolo della Costituzione, ma fondata sulla raccomandazione, sulle pressioni indebite, sulle manovre rivolte ad alterare i rapporti politici per determinare la caduta dell’avverso governo, una Repubblica insomma largamente segnata da comportamenti che offendono la «pari dignità sociale dei cittadini» sancita dall’art. 3 dello Statuto ed attraversata da privilegi e discriminazioni che la stessa norma vieta in forza del principio di uguaglianza: questo è quanto viene amaramente confermato dal servizio del settimanale “L’espresso” sulle intercettazioni della Procura della Repubblica di Napoli. Un servizio dal quale emerge che i pubblici ministeri hanno chiesto il rinvio a giudizio di Berlusconi non perché raccomandava alcune attrici ma perché lo scorso anno «nella sua duplice veste di leader politico e di maggiore imprenditore italiano del settore televisivo, prometteva al direttore Rai-fiction il sostegno economico alle iniziative private che Saccà si apprestava ad intraprendere». Di Pietro dice che l’allora aspirante premier avrebbe fatto «un lavoro più da magnaccia, per piazzare questa o quella velina, che da statista», qualificati esponenti della destra reagiscono evocando fantomatici disegni eversivi di ambienti giustizialisti, annunciando azioni giudiziarie, definendo il leader dell’Italia dei Valori un noto frequentatore a scrocco di garconnière ed un analfabeta persino con falsa licenza elementare ed inondando i mezzi di informazione di altre simili “finezze” compresa quella di Bossi per il quale «meglio uno di destra che va con donne di quelli di sinistra che vanno con culattoni».
Uno scenario indegno che dà la misura della crisi politica e morale nella quale sta sprofondando il Paese, un deprimente spettacolo al quale si sottrae la dichiarazione del capogruppo dei senatori del Partito Democratico Anna Finocchiaro che giustamente prende le distanze dalla pesantezza del linguaggio (non dall’asprezza della critica) di Di Pietro aggiungendo che dalle intercettazioni è venuto fuori un mondo che «colpisce per il degrado e per il ruolo affidato alle figure femminili». Ma la Finocchiaro ed altri esponenti del PD non sembra vadano al centro del problema ancora una volta messo a nudo dalle intercettazioni e cioè il desolante riproporsi della questione morale. Una questione che sta mettendo in ginocchio la credibilità delle istituzioni e che chiama in causa provvedimenti costituzionalmente illegittimi, leggi “ad personam” e, più in generale, i comportamenti di una variegata “casta” che mette arbitrariamente le mani su tutti i centri decisionali della vita civile e su tutte le formazioni sociali nelle quali si svolge la personalità dei cittadini. Le intercettazioni, è vero, non devono diventare un’arma da utilizzare nella lotta politica ma gridare allo scandalo per il loro uso improprio sorvolando sulla gravità degli andazzi che mettono in luce, significa guardare la “pagliuzza” nell’occhio altrui e non la “trave” nel proprio.
«I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le istituzioni a partire dal Governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali»: sembra la fotografia della situazione attuale ma si tratta del grido di allarme per la “questione morale” che Enrico Berlinguer lanciava in una intervista del 28 luglio 1981. Ed al giornalista che gli chiedeva perché i cittadini non avvertivano la gravità del fenomeno, il leader del PCI così rispondeva: «molti italiani, secondo me, si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi (magari dovuti ma ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti) o sperano di riceverne o temono di non riceverne più». Parole queste che vanno oggi meditate e rilanciate a fronte del dilagare di una concezione proprietaria della gestione della cosa pubblica e di quel “familismo amorale” per il quale gli interessi del parente, dell’amico, del servizievole factotum, del “compare” di partito o di congrega vengono prima delle più elementari esigenze di giustizia e delle finalità proprie delle istituzioni.
Quando agli addebiti si risponde con le minacce, quando alle critiche si reagisce con la “carta bollata”, quando specifici rilievi vengono elusi con strumentali diversivi, quando per giustificare deprecabili comportamenti si ritorcono le accuse, quando tutto ciò avviene la “questione morale” finisce per coincidere con la “questione politica”, una questione che esige, contro quanto sta accadendo, un forte rilancio della moralità costituzionale e cioè delle direttrici etiche di quello Statuto per il quale le funzioni pubbliche vanno adempiute «con disciplina ed onore» e gli uffici pubblici devono essere organizzati «in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione».
Brindisi, 30 giugno 2008
Michele DI SCHIENA
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