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domenica 25 gennaio 2009

LA SANITA' MALATA


Mercoledì 28 Gennaio 2009 - Ore 18,00
Presso la Biblioteca Comunale di Mesagne, piazza IV Novembre
presentazione del libro
La sanità malata
Viaggio nella Puglia di Vendola
di Maurizio Portaluri
incontro con l’autore e dibattito
Introduce Valeria Arcangeli, giornalista de “La Gazzetta del Mezzogiorno”

Esperienze e spunti di riflessione sulla Sanità pugliese al tempo della “Rivoluzione gentile” del presidente Nichi Vendola. Un medico diventato direttore generale di una ASL e un manager venuto dal Nord raccontano la loro esperienza, denunciano, segnalano, suggeriscono, propongono. Ne viene fuori uno spaccato impietoso e un’analisi coraggiosa dei mali che affliggono la Sanità del Mezzogiorno: dall’ingerenza della politica ai trasformismi manageriali, dal clientelismo alle speculazioni della casta dei medici, dalle pressioni dell’industria sanitaria e farmaceutica alle strumentalizzazioni delle associazioni di volontariato... Una radiografia che mette a fuoco e delinea con chiarezza i contorni di un’occasione mancata per il servizio pubblico di mettere al centro del suo impegno il cittadino-ammalato e che segna, forse, la fine di quel “momento magico” che la Sanità pugliese sembrava avviata a vivere.

Maurizio Portaluri è un medico brindisino nato nel 1960, laureato e specializzato nella cura dei tumori all’Università Cattolica di Roma, ha lavorato per undici anni nell’ospedale di Padre Pio a San Giovanni Rotondo e dal 1999 lavora in quello di Brindisi.
Maurizio Portaluri si occupa della tutela del diritto alla salute negli ambienti di vita e di lavoro partecipando alle attività del movimento di lotta per la salute Medicina Democratica e collaborando con l’associazione “Salute Pubblica” che cura una rivista omonima e un centro di documentazione informatico.

ALLI CUMPAGNI TI L'ASS. "G.DI VITTORIO"

A lli cumpagni ti l’ass. “G. Di Vittorio”

Bbravi cumpagni ti tiempi passati,
chini ti scienza e acculturati,
ca finalmenti nci l’atu cantati
a quiddi quattr’assessori mpupati.

Propia no sannu, cce so’ comuništi?
comu si faci cu capi l’artišti,
cuddu ch’è megghiu pi lu paisi
speci a šti tiempi, cupi, ti crisi.

Pi prima cosa àmm’a pinzari
a tuttu cuddu ca štai da fari:
alli trappiti ca štannu pricati
cchiù ti to sieculi sott’a lli štrati;

volun’assuti amprima ti fori,
po’ la truvamu la pezz’a culori,
cu l’affittamu a ci nn’av’a fari
nn’atra cantina cu pò spiculari.

Pi lu tiatru e pi li cuncierti
non eti pi loru, štatini certi;
quišti no sannu ti ddo si ccumenza
vui solamenti tiniti spirienza

ca lu sapiti, ormai pi mištieri,
la vera cultura è lu poteri,
cuddu ti faci nnu veru scinziatu
tuttu lu reštu vai cagnisciatu.

Quišti, anveci, s’ànnu permessi,
senza virgogna cu fannu li fessi
ànnu spindutu senza ti vui
ncunu miglioni e forsi ti cchiui

pi li capricci ti mienzu scrittori
ca si šta sonna cu faci l’attori,
ca nc’è vinutu cu scrivi ndialettu
ncuna cummetia o ncunu sunettu.

Faciti bbuenu, cumpagni firrati
quandu šti cosi li scia’ spirnacchiati
vui solamenti putiti curari
ncunu cirvieddu ca po’ scapulari.

Catone Tersonio

ALLI CUMPAGNI TI L'ASS. "G.DI VITTORIO"

A lli cumpagni ti l’ass. “G. Di Vittorio”

Bbravi cumpagni ti tiempi passati,
chini ti scienza e acculturati,
ca finalmenti nci l’atu cantati
a quiddi quattr’assessori mpupati.

Propia no sannu, cce so’ comuništi?
comu si faci cu capi l’artišti,
cuddu ch’è megghiu pi lu paisi
speci a šti tiempi, cupi, ti crisi.

Pi prima cosa àmm’a pinzari
a tuttu cuddu ca štai da fari:
alli trappiti ca štannu pricati
cchiù ti to sieculi sott’a lli štrati;

volun’assuti amprima ti fori,
po’ la truvamu la pezz’a culori,
cu l’affittamu a ci nn’av’a fari
nn’atra cantina cu pò spiculari.

Pi lu tiatru e pi li cuncierti
non eti pi loru, štatini certi;
quišti no sannu ti ddo si ccumenza
vui solamenti tiniti spirienza

ca lu sapiti, ormai pi mištieri,
la vera cultura è lu poteri,
cuddu ti faci nnu veru scinziatu
tuttu lu reštu vai cagnisciatu.

Quišti, anveci, s’ànnu permessi,
senza virgogna cu fannu li fessi
ànnu spindutu senza ti vui
ncunu miglioni e forsi ti cchiui

pi li capricci ti mienzu scrittori
ca si šta sonna cu faci l’attori,
ca nc’è vinutu cu scrivi ndialettu
ncuna cummetia o ncunu sunettu.

Faciti bbuenu, cumpagni firrati
quandu šti cosi li scia’ spirnacchiati
vui solamenti putiti curari
ncunu cirvieddu ca po’ scapulari.

Catone Tersonio

MENS SANA MESAGNE 2MD UTENSILI - BASLET LECCE = 53-70

MENS SANA MESAGNE 2MD UTENSILI - BASLET LECCE = 53 - 70

MENS SANA MESAGNE 2MD UTENSILI: Carriero Ale., Mazza 5, Canepa 15, Mitrotti 2,, Voglino 9, Scalera 25 Capodieci n.e., Risolo 9, Monna 8, Iaia. Allenastore: Massimo Distante.

BASKET LECCE: Paiano 6, Ferilli, Morel 19, Mazzarella, Durini n.e., Trullo 11, Benizio 5, Bruno n.e., Ventruto 10, Sierra 19. Allenatore: A. Laudisa.

Arbitri: Spano di Alberobello e Volgarino di Castellana Grotte.

Parziali: 21-9 6-17 16-22 10-22.

Una discreta Mens Sana 2MD Mesagne cede nel finale contro il Lecce dopo una prestazione convincente. Fuori De Maria per infortunio e con Voglino a mezzo servizio, i mensanini affrontano a viso aperto la terza forza del campionato. Coach Distante schiera Voglino, Risolo, Scalera, Canepa e Monna, mentre coach Laudisa mette in campo l'argentino Morel, l'uruguagio Sierra Morera, Benizio, Mazzarella e Ventruto. Partenza ubriacante per i mensanini che piazzano subito un break 10- 3 al 5', frutto di buone azioni in attacco con Risolo (9) 1/2 nei liberi, 4/9 da due e 0/2 da tre con 5 rimbalzi, Canepa (15) 5/7 nei liberi, 2/5 da due e 2/7 da tre, e il giovane Monna (8) 1/4 da due e 2/2 da tre con 5 rimbalzi, mentre una difesa finalmente accorta e il sacrificio di Voglino sul migliore realizzatore del campionato Sierra, fanno volare la Mens Sana Mesagne. Risolo commette subito due falli e lascia il posto a Mazza, mentre coach Laudisa chiede un time out che non porta frutti al Lecce e chiude la prima frazione sul 21-9. Solo due punti in azione per i leccesi e sette dalla linea della provvidenza. Nel secondo quarto Trullo prende il posto di Benizio e subito si fa sentire con due triple. Il Mesagne trova difficoltà verso il canestro e realizza solo sei miseri punti con Voglino, Canepa e Mitrotti. Coach Distante rimette Risolo e al riposo lungo i mensanini sono ancora in vantaggio 27-26. Inizia il terzo quarto con un sostanziale equilibrio tra le due squadre: il Lecce prova a scappare ma il Mesagne è sempre accorto per rimanere in partita. Al 5' del terzo tempino i salentini conducono 35-39 mentre salgono in cattedra Morel e e Sierra. Alla fine del terzo tempo partita ancora aperta e Lecce in vantaggio 43-48. Prova a chiudere l'incontro la squadra di coach Laudisa, ma i mensanini non ci stanno anche se la fatica comincia a creare qualche problema nella gestione di alcuni palloni importanti. Nell'ultimo quarto solo Risolo, Canepa e Scalera trovano la via del canestro, mentre Morel porta per mano i suoi compagni verso la vittoria. Alla fine risultato troppo pesante per quello che i mensanini hanno dimostrato in campo, anche se le scasre percentuali in attacco hanno penalizzato non poco Canepa e compagni. Prossimo turno per il Lecce in casa contro il Bari, mentre sabato prosimo a Brindisi, Palamalagoli ore 18:00, gara importante per i mensanini ai fini dei play out contro l'Eagles di Mastrorosa.

mercoledì 14 gennaio 2009

UNA SINISTRA CHE DEVE RITROVARE SE STESSA

Una sinistra che deve ritrovare se stessa

E’ un momento estremamente difficile sul piano nazionale per la sinistra riformista e per quella di alternativa: forze che, dopo il disastro elettorale dell’aprile scorso, avrebbero dovuto rinsaldare i loro rapporti interni e riaprire il dialogo per riprendere la loro iniziativa e fronteggiare la grave crisi politica ed economica in cui versa il Paese. Ma che, contrariamente alle aspettative, si sono scambiate reciproche accuse e si stanno dilaniando in lotte interne destinate a sfociare, per Rifondazione, in una lacerante scissione, oramai inevitabile e, per il Partito Democratico, in tensioni ed anarchismi che non fanno presagire nulla di buono e possono anche essi avere epiloghi di pesanti dissociazioni. Una sinistra che sembra quindi in preda ad un vero e proprio “cupio dissolvi”.
Ebbene, di fronte ad una così grave malattia che sta colpendo i gruppi dirigenti di queste forze, cosa fa la sinistra di casa nostra? Invece di far sentire a chi di dovere il proprio disagio e a dare positivi esempi dal basso, si produce anche essa in un deprimente spettacolo: l’interminabile andirivieni della candidatura del Presidente Errico alla Provincia con reiterate dimissioni e reiterate prese d’atto del suo partito ed il protrarsi di una incredibile polemica fra i dirigenti di Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica e Comunisti Italiani, da una parte, ed il Partito Democratico dall’altra. Una malinconica telenovela, quella di Errico e del PD, che appare oggi definitivamente chiusa ma che, segnata come è stata da gravi accuse ed illazioni, ha finito per danneggiare l’immagine dell’intero centrosinistra.
Una querelle, quella tra esponenti della sinistra radicale e del PD, originata dalla pretesa dei primi di non far svolgere al Partito Democratico le primarie per la scelta, in vista delle elezioni amministrative, dei propri candidati o di coloro che, in caso di alleanze, verrebbero proposti alle altre forze della coalizione. Una pretesa invero difficilmente condivisibile e destinata all’insuccesso mossa da ragioni che potevano essere fatte valere in modo certo più credibile e meno conflittuale. Uno scontro dovuto anche ad una disponibilità di dialogo più dichiarata che praticata da parte del PD che ha dato l’impressione di voler decidere per sé e per gli altri tutto in casa propria.
Imbrigliata in tali questioni la sinistra nostrana, riformista e di alternativa, rischia di ritagliarsi un ruolo molto simile a quello dei “polli di Renzo”. C’è bisogno di un urgente inversione di tendenza per valorizzare ciò che può unire partendo da un’analisi dei problemi del nostro territorio e delle soluzioni che vanno apportate. Una riflessione che deve, in particolare, mettere al centro gli effetti della crisi economica che possono rivelarsi devastanti per la piccola e media imprenditoria locale con drammatiche ricadute sul versante occupazionale, lo strumentale utilizzo che di questa crisi può essere operato da poteri interessati a mettere ancor più pesantemente le mani sul nostro territorio, l’urgente necessità di rilanciare la scelta per un diverso modello di economia locale in grado di conciliare vivibilità ambientale ed incremento dell’occupazione, l’esigenza che questo progetto venga organicamente elaborato (cosa questa invano chiesta finora) dopo una ampia consultazione popolare col ricorso ad assemblee di base e ad altre forme di coinvolgimento democratico dei cittadini.
Occorrere insomma lavorare per una sinistra che sappia ritrovare se stessa, più attenta alla società civile ed ai movimenti e più lontana dai giochi di Palazzo, che sappia rilanciare la partecipazione democratica facendosi presente nelle fabbriche, nelle scuole, negli ospedali ed in tutti i luoghi in cui si svolge la vicenda quotidiana dei lavoratori e della povera gente. Questa è la via maestra da percorrere localmente per bloccare davvero i tentativi di far riemergere le fallimentari politiche di un passato naufragato tra inchieste giudiziarie e clamorosi scandali.

Brindisi, 13 gennaio 2009

Michele DI SCHIENA




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