Provincia: Un centro-sinistra senza sinistra
La candidatura a Presidente della Provincia di Brindisi del capo della locale Confindustria è un’operazione priva di credibilità ed al tempo stesso umiliante per il Partito Democratico. Di seguito articolo integrale di Michele DI SCHIENA.
Provincia: Un centro-sinistra senza sinistra
Per la candidatura alla Presidenza della Provincia il Partito Democratico ha operato una scelta non convincente per metodo e merito. Dopo la conclusione della tormentata vicenda della Presidenza Errico il PD avrebbe dovuto procedere ad una seria consultazione della sua base ed avrebbe dovuto, partendo da una approfondita proposta programmatica, aprire la trattativa con le forze che si fossero dichiarate disponibili ad un’eventuale alleanza. Le cose sono invece andate in tutt’altro modo: la trattativa avviata con le altre formazioni del centro-sinistra è stata dal PD trattata come un adempimento formale privo di qualsiasi interesse mentre, come si è sentito e letto, fuori e lontano dalla nostra comunità pochi intimi in riservati ambienti decidevano la discesa in campo del presidente della locale Confindustria Ferrarese. E così veniva allestito, per mascherare la realtà, lo spettacolo di una candidatura presentata come “autonoma” ed in qualche modo “civica” destinata ad incontrare il sostegno prima dell’UDC e dopo del PD.
Un’operazione priva di credibilità ed al tempo stesso umiliante per il Partito Democratico dal momento che la candidatura Ferrarese aveva già trovato l’ostentato patrocinio dell’on.le Casini. E’ chiaro invece che tale candidatura è stata decisa verticisticamente fuori da Brindisi ma, a voler tutto concedere, delle due l’una: o il PD ha trattato e concordato riservatamente la candidatura in questione mortificando la sua base e la sua dirigenza locale chiamate solo a ratificare scelte “centralisticamente” operate o tale partito ha accettato ex post la candidatura ed il progetto da essa incarnato senza previe intese e senza neppure aver ricevuto alcuna formale richiesta in tal senso. Resta in ogni caso il fatto che del programma della nuova coalizione si è cominciato a parlare (e forse anche finito di parlare) solo nel primo incontro dello schieramento svoltosi il 6 aprile quando l’intesa era già stata anche formalmente conclusa. Quanto poi al merito della scelta non può sfuggire che il Partito Democratico è apparso più preoccupato di assicurarsi ad ogni costo la vittoria (peraltro non certo scontata) che di costruire una coerente e convincente proposta politica. Logica questa con la quale il PD ha deciso di sostenere chi aveva costantemente e duramente criticato gli orientamenti e le scelte concrete dell’Amministrazione uscente e della maggioranza che ancora oggi la sostiene; un personaggio che, per la sua storia pubblica e gli obiettivi perseguiti, non sembra in linea con la cultura progressista e forse neppure con la sensibilità ideale e politica del cattolicesimo democratico di orientamento centrista.
Con specifico riferimento poi ai contenuti dell’intesa, va rilevato che le condizioni tardivamente poste dal PD (continuità programmatica, rifiuto del rigassificatore, incisiva riduzione del carbone bruciato nelle centrali elettriche, tutela dell’ambiente, welfare locale ed altro) appaiono frammentarie, lacunose, in molti casi generiche e soprattutto non sorrette da alcuna idea-forza o linea-guida nonché prive di qualsiasi riferimento ad un organico progetto per un diverso modello di economia locale costruito dal basso col metodo della partecipazione democratica. Un modello rivolto a promuovere le risorse e le vocazioni locali (mare, porto, agricoltura, turismo, commercio, artigianato), a dare impulso alle piccole e medie imprese, a rendere ambientalmente compatibili i grandi insediamenti industriali esistenti, a rifiutare la realizzazione del rigassificatore ed a favorire l’occupazione anche mediante l’adozione di interventi straordinari e urgenti per fronteggiare la drammaticità della crisi in atto. Siamo insomma di fronte al tentativo di costruire una coalizione di centro-sinistra senza progetto e senza sinistra.
Il Partito Democratico sta a cuore non solo a chi vi aderisce ma anche a quanti, pur puntando ad innovazioni sociali ed economiche più incisive di quelle riformiste, guardano ad esso come alla struttura portante di una possibile alternativa in campo nazionale all’attuale maggioranza delle destre. Ed è con questo spirito che va rivolto al PD l’invito a riflettere sui rischi che comporta l’avviata svolta e ad adoperarsi per impedire l’amaro “ritorno” di un pesante passato che spegnerebbe le speranze accese in questi anni da un vasto movimento di opinione espresso dalla società civile e dalle scelte di fondo delle Amministrazioni locali. L’auspicio è che le aree dissenzienti del centro-sinistra sappiano trovare le necessarie convergenze per costituirsi in un indispensabile polo di resistenza e di rilancio.
Brindisi, 8 aprile 2009
Michele DI SCHIENA
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giovedì 9 aprile 2009
domenica 29 marzo 2009
LETTERA APERTA:
Lettera aperta
Al Segretario Nazionale del Partito Democratico Dario FranceschiniRoma
Al Segretario Regionale del Partito Democratico Michele EmilianoBari
Il Partito Democratico di Brindisi appare orientato a sostenere, nelle forme che pare siano oggetto di trattative in corso, la candidatura alla guida dell’Amministrazione provinciale del Presidente della locale Confindustria Massimo Ferrarese. Un personaggio che ha sempre assunto sui più scottanti problemi locali posizioni in aperto e stridente contrasto con le scelte di quel vasto e variegato movimento della società civile che in questi anni ha chiesto con forza un radicale rinnovamento della politica locale e la costruzione di un modello di economia capace di correggere gli errori, gli insuccessi e le devastazioni del recente passato.
Un movimento di opinione che con massicce manifestazioni di protesta e di proposta si è battuto per promuovere politiche rivolte a valorizzare le risorse locali, a moralizzare la vita pubblica dopo i noti scandali, a bloccare la realizzazione del rigassificatore nel porto di Brindisi ed a ottenere una drastica riduzione del carbone bruciato nelle centrali elettriche. Un impegno che ha trovato positivi riscontri nei progetti avviati dalle Amministrazioni locali e dalla Regione Puglia. In tale situazione il sostegno del Partito Democratico alla candidatura Ferrarese suonerebbe come uno schiaffo a questo movimento e risulterebbe in collisione con la linea localmente seguita dallo stesso PD dopo la fallimentare conclusione delle esperienze amministrative precedenti a quelle in corso. Una scelta incomprensibile e perdente probabilmente dettata da logiche lontane dalla realtà locale con la quale prima o poi occorrerà fare i conti.
Il Partito Democratico è indubbiamente, ben al di là di concezioni miopi e partigiane, una importante esperienza politica non solo per quanti si riconoscono in esso ma anche per tutta l’area progressista e, più ampiamente, per quanti si adoperano perché la politica possa finalmente ritrovare se stessa. Si eviti perciò che questo partito faccia a Brindisi un grave e forse irreparabile errore.
Brindisi, 28 marzo 2009
Michele Di Schiena, Enrico Favuzzi, Teodoro Marinazzo, Fabio Protopapa, Giorgio Sciarra
Al Segretario Nazionale del Partito Democratico Dario FranceschiniRoma
Al Segretario Regionale del Partito Democratico Michele EmilianoBari
Il Partito Democratico di Brindisi appare orientato a sostenere, nelle forme che pare siano oggetto di trattative in corso, la candidatura alla guida dell’Amministrazione provinciale del Presidente della locale Confindustria Massimo Ferrarese. Un personaggio che ha sempre assunto sui più scottanti problemi locali posizioni in aperto e stridente contrasto con le scelte di quel vasto e variegato movimento della società civile che in questi anni ha chiesto con forza un radicale rinnovamento della politica locale e la costruzione di un modello di economia capace di correggere gli errori, gli insuccessi e le devastazioni del recente passato.
Un movimento di opinione che con massicce manifestazioni di protesta e di proposta si è battuto per promuovere politiche rivolte a valorizzare le risorse locali, a moralizzare la vita pubblica dopo i noti scandali, a bloccare la realizzazione del rigassificatore nel porto di Brindisi ed a ottenere una drastica riduzione del carbone bruciato nelle centrali elettriche. Un impegno che ha trovato positivi riscontri nei progetti avviati dalle Amministrazioni locali e dalla Regione Puglia. In tale situazione il sostegno del Partito Democratico alla candidatura Ferrarese suonerebbe come uno schiaffo a questo movimento e risulterebbe in collisione con la linea localmente seguita dallo stesso PD dopo la fallimentare conclusione delle esperienze amministrative precedenti a quelle in corso. Una scelta incomprensibile e perdente probabilmente dettata da logiche lontane dalla realtà locale con la quale prima o poi occorrerà fare i conti.
Il Partito Democratico è indubbiamente, ben al di là di concezioni miopi e partigiane, una importante esperienza politica non solo per quanti si riconoscono in esso ma anche per tutta l’area progressista e, più ampiamente, per quanti si adoperano perché la politica possa finalmente ritrovare se stessa. Si eviti perciò che questo partito faccia a Brindisi un grave e forse irreparabile errore.
Brindisi, 28 marzo 2009
Michele Di Schiena, Enrico Favuzzi, Teodoro Marinazzo, Fabio Protopapa, Giorgio Sciarra
L'AVVENTURISMO DEL PD ROMPE CON LA SINISTRA
L’avventurismo del PD rompe con la Sinistra
Nella serata del 27 marzo il Partito Democratico ha riunito, con esclusione dell’Italia dei Valori, i partiti di centro-sinistra che hanno finora sostenuto la giunta dell’Amministrazione provinciale di Brindisi. Il vertice del PD ha comunicato che intenzione dello stesso è allargare il tavolo di trattativa politica e programmatica all’UDC. Tale orientamento è stato motivato dalla necessità di creare una coalizione ampia e variegata capace di rimontare lo svantaggio elettorale sulla destra.
Le forze politiche del Prc, Comunisti Italiani, coordinamento de “la Sinistra” (Movimento per la Sinistra, A Sinistra, Sinistra Democratica) hanno decisamente rigettato questa ipotesi in quanto il centro così come si configura qui a Brindisi, per le forze messe in campo e per le candidature già decise e ostentatamente pubblicizzate, simboleggia la difesa più strenua del vecchio modello di economia locale, prefigura il ritorno di un sistema di governo del territorio che ha finora portato solo asservimento ai poteri forti, impoverimento ed un progressivo attacco a diritti fondamentali con danni incalcolabili alla salute ed all’ambiente.
La scelta del Partito Democratico, se confermata, di sostenere praticamente la candidatura Ferrarese, metterebbe in rilievo una insensata propensione ad allearsi con i poteri forti per cercare ad ogni costo e contro ogni buon senso un successo elettorale che in realtà si tradurrebbe in una cocente sconfitta politica. Una operazione avventurista e masochistica rivolta a portare alla guida dell’Amministrazione provinciale di Brindisi un personaggio che nel suo impegno pubblico ha interpretato una linea del tutto estranea non solo alle tradizioni ed ai valori della sinistra ma anche alle sensibilità dell’area riformista, sia nella sue espressioni laico-progressiste che in quelle cattolico-democratiche.
La nostra comunità in questi anni è cresciuta e certo reagirà a quanto si sta muovendo per portare indietro l’orologio della storia locale e restaurare un passato che i cittadini hanno pesantemente pagato. C’è ancora una sinistra e ci sono ancora forze progressiste e riformiste in grado di portare avanti un processo di rinnovamento che si vuole spezzare.
Brindisi, 28 marzo 2009
Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, coordinamento de “la Sinistra” (Movimento per la Sinistra, A Sinistra, Sinistra Democratica)
Nella serata del 27 marzo il Partito Democratico ha riunito, con esclusione dell’Italia dei Valori, i partiti di centro-sinistra che hanno finora sostenuto la giunta dell’Amministrazione provinciale di Brindisi. Il vertice del PD ha comunicato che intenzione dello stesso è allargare il tavolo di trattativa politica e programmatica all’UDC. Tale orientamento è stato motivato dalla necessità di creare una coalizione ampia e variegata capace di rimontare lo svantaggio elettorale sulla destra.
Le forze politiche del Prc, Comunisti Italiani, coordinamento de “la Sinistra” (Movimento per la Sinistra, A Sinistra, Sinistra Democratica) hanno decisamente rigettato questa ipotesi in quanto il centro così come si configura qui a Brindisi, per le forze messe in campo e per le candidature già decise e ostentatamente pubblicizzate, simboleggia la difesa più strenua del vecchio modello di economia locale, prefigura il ritorno di un sistema di governo del territorio che ha finora portato solo asservimento ai poteri forti, impoverimento ed un progressivo attacco a diritti fondamentali con danni incalcolabili alla salute ed all’ambiente.
La scelta del Partito Democratico, se confermata, di sostenere praticamente la candidatura Ferrarese, metterebbe in rilievo una insensata propensione ad allearsi con i poteri forti per cercare ad ogni costo e contro ogni buon senso un successo elettorale che in realtà si tradurrebbe in una cocente sconfitta politica. Una operazione avventurista e masochistica rivolta a portare alla guida dell’Amministrazione provinciale di Brindisi un personaggio che nel suo impegno pubblico ha interpretato una linea del tutto estranea non solo alle tradizioni ed ai valori della sinistra ma anche alle sensibilità dell’area riformista, sia nella sue espressioni laico-progressiste che in quelle cattolico-democratiche.
La nostra comunità in questi anni è cresciuta e certo reagirà a quanto si sta muovendo per portare indietro l’orologio della storia locale e restaurare un passato che i cittadini hanno pesantemente pagato. C’è ancora una sinistra e ci sono ancora forze progressiste e riformiste in grado di portare avanti un processo di rinnovamento che si vuole spezzare.
Brindisi, 28 marzo 2009
Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, coordinamento de “la Sinistra” (Movimento per la Sinistra, A Sinistra, Sinistra Democratica)
lunedì 1 dicembre 2008
LA GIUSTA RACCOMANDAZIONE (a cura di Pompeo Molfetta)
LA “GIUSTA” RACCOMANDAZIONE
Le dichiarazioni rese dal Sindaco, con cui ha inteso precisare che nello svolgimento ordinario delle sue funzioni egli non “raccomanda” ma si limita a “segnalare”, hanno diffuso in città comprensibile sconcerto. Si tratterebbe ora di capire quale sia secondo la personalissima concezione del Sindaco la differenza tra le due pratiche rispetto ai criteri di trasparenza e correttezza su cui tanti proclami il centro-destra aveva lanciato in campagna elettorale. Nell’ambito dello svolgimento di un incarico di pubblica responsabilità, si fa in effetti non poca fatica ad accettare la distinzione tra la “raccomandazione”, che rappresenterebbe una pratica ingiusta, disdicevole, esecrabile, immorale e talvolta penalmente perseguibile, e la “segnalazione”, che sarebbe invece atto lecito, nobile addirittura, e caritatevole in quanto mira ad aiutare le persone e le aziende più in difficoltà. In tutta evidenza è questa un’impostazione completamente inaccettabile, che oltre ad essere fondata su una logica un po’ troppo contorta, appare in contrasto con i criteri più elementari di trasparenza, nonché contraria allo spirito delle direttive relative alla gestione della cosa pubblica. Sono gravi dunque le parole del Sindaco, come i comportamenti che egli stesso ha confermato di aver tenuto perché lesive dei diritti di tutti i cittadini che hanno ancora il coraggioso ardire di affidarsi alle vie consuete stabilite dalla legge per poter avere il sempre più raro posto di lavoro.
Ne si può indulgere su quanto è accaduto perché Incalza parla in buona fede o ancor peggio perché pare non rendersi conto che segnalando alcuni ha calpestato i diritti di tanti altri che si trovavano nelle stesse o peggiori condizioni ma che per costruirsi un’opportunità non hanno puntato a muovere a commiserazione il potente di turno. Egli sembra non accorgersi della grande responsabilità che ricopre con la carica di Sindaco, che deve essere di garanzia per tutti e con le modalità previste per il buon amministratore corretto e non quelle del buon padre di famiglia compassionevole. Il Sindaco inoltre, sostenuto irresponsabilmente anche dal vice-sindaco De Punzio, sembra non accorgersi che il suo tentativo di legittimazione culturale oltre che politico-istituzionale di quella che egli chiama “segnalazione” ha un potere di devastazione maggiore di ogni raccomandazione. Ci si deve allora chiedere quanto sia adeguato a ricoprire un simile incarico chi scivola così clamorosamente su un tema fondamentale della convivenza civile ed è a capo di un’amministrazione che in sei mesi è riuscita ad andare ben oltre ogni più fosca previsione.
Inadeguatezza peraltro confermata ed aggravata dalle spietate cronache dei consigli comunali di questi mesi in cui Incalza e la sua Giunta di centrodestra hanno affrontato, nella totale improvvisazione i nodi cruciali dello sviluppo economico del nostro territorio come l’Area Vasta, i programmi di Rigenerazione Urbana, i rapporti con Auchan. Ma anche, fuori dal “palazzo”, dalle voci non smentite di una cooperativa “degli amici” nata improvvisamente come una sorta di “multiservizi” pronta ad ereditare qualsiasi incarico pubblico. Ancor meno esaltante è stato l’assalto alle cariche direttive del centro polivalente anziani o vedere, vecchi e nuovi imprenditori, tirar fuori dai cassetti i progetti delle loro megalottizzazioni per riavviare investimenti speculativi sul terreno dell’edilizia residenziale o ricettiva. Ed infine non ci sfugge come stia diventando prassi amministrativa la gestione familista di incarichi e servizi pubblici.
Il centro-sinistra che dagli anni novanta ha contribuito a realizzare uno storico salto di qualità per la nostra città nonostante i grandi risultati in tutti i settori ha manifestato limiti, ha commesso errori ed è stato in grado di confrontarsi aspramente, al proprio interno e con la città, consumando anche fratture dolorose, eppure tentando di avviare un processo che porti ad un reale cambiamento di rotta, un processo che segni un rinnovamento alimentato in positivo proprio dalla consapevolezza di certi errori. Oggi invece bisogna limitarsi a prendere atto che Incalza e il centrodestra non rappresentano un’alternativa credibile, non possono lavorare al progresso della nostra città perché inadeguati, per un piano di governo che non hanno, per una concezione di buon governo che non gli appartiene. Limiti esorbitanti che di certo l’eventuale buona fede di una persona, quando non diventa ingenuità distratta, non può mascherare. E’ questo da oggi sotto gli occhi di tutti i cittadini: l’evidenza impietosa di un’inesorabile, insostenibile inadeguatezza politica.
Mesagne, 1 dicembre 2008
dr. Pompeo Molfettacapogruppo consiliare A Sinistra \ Rifondazione Comunista
Le dichiarazioni rese dal Sindaco, con cui ha inteso precisare che nello svolgimento ordinario delle sue funzioni egli non “raccomanda” ma si limita a “segnalare”, hanno diffuso in città comprensibile sconcerto. Si tratterebbe ora di capire quale sia secondo la personalissima concezione del Sindaco la differenza tra le due pratiche rispetto ai criteri di trasparenza e correttezza su cui tanti proclami il centro-destra aveva lanciato in campagna elettorale. Nell’ambito dello svolgimento di un incarico di pubblica responsabilità, si fa in effetti non poca fatica ad accettare la distinzione tra la “raccomandazione”, che rappresenterebbe una pratica ingiusta, disdicevole, esecrabile, immorale e talvolta penalmente perseguibile, e la “segnalazione”, che sarebbe invece atto lecito, nobile addirittura, e caritatevole in quanto mira ad aiutare le persone e le aziende più in difficoltà. In tutta evidenza è questa un’impostazione completamente inaccettabile, che oltre ad essere fondata su una logica un po’ troppo contorta, appare in contrasto con i criteri più elementari di trasparenza, nonché contraria allo spirito delle direttive relative alla gestione della cosa pubblica. Sono gravi dunque le parole del Sindaco, come i comportamenti che egli stesso ha confermato di aver tenuto perché lesive dei diritti di tutti i cittadini che hanno ancora il coraggioso ardire di affidarsi alle vie consuete stabilite dalla legge per poter avere il sempre più raro posto di lavoro.
Ne si può indulgere su quanto è accaduto perché Incalza parla in buona fede o ancor peggio perché pare non rendersi conto che segnalando alcuni ha calpestato i diritti di tanti altri che si trovavano nelle stesse o peggiori condizioni ma che per costruirsi un’opportunità non hanno puntato a muovere a commiserazione il potente di turno. Egli sembra non accorgersi della grande responsabilità che ricopre con la carica di Sindaco, che deve essere di garanzia per tutti e con le modalità previste per il buon amministratore corretto e non quelle del buon padre di famiglia compassionevole. Il Sindaco inoltre, sostenuto irresponsabilmente anche dal vice-sindaco De Punzio, sembra non accorgersi che il suo tentativo di legittimazione culturale oltre che politico-istituzionale di quella che egli chiama “segnalazione” ha un potere di devastazione maggiore di ogni raccomandazione. Ci si deve allora chiedere quanto sia adeguato a ricoprire un simile incarico chi scivola così clamorosamente su un tema fondamentale della convivenza civile ed è a capo di un’amministrazione che in sei mesi è riuscita ad andare ben oltre ogni più fosca previsione.
Inadeguatezza peraltro confermata ed aggravata dalle spietate cronache dei consigli comunali di questi mesi in cui Incalza e la sua Giunta di centrodestra hanno affrontato, nella totale improvvisazione i nodi cruciali dello sviluppo economico del nostro territorio come l’Area Vasta, i programmi di Rigenerazione Urbana, i rapporti con Auchan. Ma anche, fuori dal “palazzo”, dalle voci non smentite di una cooperativa “degli amici” nata improvvisamente come una sorta di “multiservizi” pronta ad ereditare qualsiasi incarico pubblico. Ancor meno esaltante è stato l’assalto alle cariche direttive del centro polivalente anziani o vedere, vecchi e nuovi imprenditori, tirar fuori dai cassetti i progetti delle loro megalottizzazioni per riavviare investimenti speculativi sul terreno dell’edilizia residenziale o ricettiva. Ed infine non ci sfugge come stia diventando prassi amministrativa la gestione familista di incarichi e servizi pubblici.
Il centro-sinistra che dagli anni novanta ha contribuito a realizzare uno storico salto di qualità per la nostra città nonostante i grandi risultati in tutti i settori ha manifestato limiti, ha commesso errori ed è stato in grado di confrontarsi aspramente, al proprio interno e con la città, consumando anche fratture dolorose, eppure tentando di avviare un processo che porti ad un reale cambiamento di rotta, un processo che segni un rinnovamento alimentato in positivo proprio dalla consapevolezza di certi errori. Oggi invece bisogna limitarsi a prendere atto che Incalza e il centrodestra non rappresentano un’alternativa credibile, non possono lavorare al progresso della nostra città perché inadeguati, per un piano di governo che non hanno, per una concezione di buon governo che non gli appartiene. Limiti esorbitanti che di certo l’eventuale buona fede di una persona, quando non diventa ingenuità distratta, non può mascherare. E’ questo da oggi sotto gli occhi di tutti i cittadini: l’evidenza impietosa di un’inesorabile, insostenibile inadeguatezza politica.
Mesagne, 1 dicembre 2008
dr. Pompeo Molfettacapogruppo consiliare A Sinistra \ Rifondazione Comunista
mercoledì 26 novembre 2008
LE INACCETTABILI DICHIARAZIONI DELL'ON.VITALI
Le inaccettabili dichiarazioni dell’on. Vitali
Apprendiamo che l’on Luigi Vitali, commissario provinciale di Forza Italia, ha reso le seguenti dichiarazioni sulle dimissioni del sindaco Mennitti: “il problema di fondo è il rigassificatore … io non ho scelta tra lui (il Sindaco n.d.r.) e la posizione del Governo, devo seguire le indicazioni di Berlusconi a prescindere dalle vicende processuali in atto … Se Mennitti è per il no è meglio che non dia la propria disponibilità al ritiro delle dimissioni. Dovremo in quel caso cercarci un futuro candidato”.
Ci auguriamo che si tratti di un fraintendimento perché se le cose stessero come abbiamo avuto modo di leggere, ci troveremmo di fronte ad un fatto gravissimo che si colloca fra la provocazione e l’assurdo. In attesa di un’auspicata rettifica, per la malinconica ipotesi del silenzio o della conferma rileviamo quanto segue:
· l’on. Vitali fa giungere all’on. Mennitti un vero e proprio diktat con la sola motivazione secondo la quale egli deve “seguire le indicazioni di Berlusconi” senza una straccio di ragioni diverse e senza tenere in alcun conto la legittima autonomia del ruolo del Sindaco e delle prerogative dell’Ente locale nonché senza dare alcun peso agli orientamenti dei cittadini, agli interessi del territorio e alla tutela dell’incolumità delle nostre popolazioni;
· si tratta verosimilmente di una posizione personale dell’on. Vitali dal momento che non risultano in proposito deliberazioni degli organi direttivi di Forza Italia (non sappiamo peraltro se Forza Italia esiste ancora o se sia già confluita nel PDL del quale fa parte anche Alleanza Nazionale);
· la sortita dell’on. Vitali contraddice platealmente le posizioni ufficiali del suo partito che è sempre stato contrario – per come risulta dalle notizie dei mezzi di informazioni locali – alla realizzazione del rigassificatore a Capobianco (non quindi in altri siti del territorio provinciale) e per come emerge dalle scelte delle rappresentanze consiliari del Comune e della Provincia di Brindisi e della Regione Puglia (o.d.g. del 4 agosto 2005) che si sono sempre espresse col voto contro la costruzione dell’impianto nel predetto sito;
· l’on. Vitali sembra non tenere in alcuna considerazione l’esito (incerto per noi come per tutti i comuni mortali) della Valutazione d’Impatto Ambientale e della connessa consultazione delle popolazioni interessate, procedure tuttora in corso il cui risultato è auspicabile non sia già noto a qualcuno;
· sul riferimento, infine, che l’on. Vitali fa al processo penale in corso contro alcuni manager e dirigenti della British Gas per reati di corruzione e contro la predetta società per l’illecito amministrativo consistente nel non aver prevenuto simili reati, ci limitiamo a manifestare la nostra sorpresa che l’egregio parlamentare liquidi la questione con un candido “a prescindere dalle vicende processuali in atto”.
Il movimento di opinione di cui facciamo parte non si è mai politicamente schierato e neppure lo farà nella prossima campagna elettorale amministrativa. Ma non possiamo non rilevare lo sconcerto che nell’opinione pubblica locale provocano, se confermate, le dichiarazioni dell’on. Vitali anche per il modo col quale egli si rivolge al Sindaco Mennitti, colpevole solo di aver correttamente interpretato sul problema del rigassificatore diffuse e sentite sensibilità popolari.
Brindisi, 26 novembre 2008
Michele Di Schiena, Enrico Favuzzi, Teodoro Marinazzo, Maurizio PortaluriFabio Protopapa, Giorgio Sciarra, Pablo Zito
Apprendiamo che l’on Luigi Vitali, commissario provinciale di Forza Italia, ha reso le seguenti dichiarazioni sulle dimissioni del sindaco Mennitti: “il problema di fondo è il rigassificatore … io non ho scelta tra lui (il Sindaco n.d.r.) e la posizione del Governo, devo seguire le indicazioni di Berlusconi a prescindere dalle vicende processuali in atto … Se Mennitti è per il no è meglio che non dia la propria disponibilità al ritiro delle dimissioni. Dovremo in quel caso cercarci un futuro candidato”.
Ci auguriamo che si tratti di un fraintendimento perché se le cose stessero come abbiamo avuto modo di leggere, ci troveremmo di fronte ad un fatto gravissimo che si colloca fra la provocazione e l’assurdo. In attesa di un’auspicata rettifica, per la malinconica ipotesi del silenzio o della conferma rileviamo quanto segue:
· l’on. Vitali fa giungere all’on. Mennitti un vero e proprio diktat con la sola motivazione secondo la quale egli deve “seguire le indicazioni di Berlusconi” senza una straccio di ragioni diverse e senza tenere in alcun conto la legittima autonomia del ruolo del Sindaco e delle prerogative dell’Ente locale nonché senza dare alcun peso agli orientamenti dei cittadini, agli interessi del territorio e alla tutela dell’incolumità delle nostre popolazioni;
· si tratta verosimilmente di una posizione personale dell’on. Vitali dal momento che non risultano in proposito deliberazioni degli organi direttivi di Forza Italia (non sappiamo peraltro se Forza Italia esiste ancora o se sia già confluita nel PDL del quale fa parte anche Alleanza Nazionale);
· la sortita dell’on. Vitali contraddice platealmente le posizioni ufficiali del suo partito che è sempre stato contrario – per come risulta dalle notizie dei mezzi di informazioni locali – alla realizzazione del rigassificatore a Capobianco (non quindi in altri siti del territorio provinciale) e per come emerge dalle scelte delle rappresentanze consiliari del Comune e della Provincia di Brindisi e della Regione Puglia (o.d.g. del 4 agosto 2005) che si sono sempre espresse col voto contro la costruzione dell’impianto nel predetto sito;
· l’on. Vitali sembra non tenere in alcuna considerazione l’esito (incerto per noi come per tutti i comuni mortali) della Valutazione d’Impatto Ambientale e della connessa consultazione delle popolazioni interessate, procedure tuttora in corso il cui risultato è auspicabile non sia già noto a qualcuno;
· sul riferimento, infine, che l’on. Vitali fa al processo penale in corso contro alcuni manager e dirigenti della British Gas per reati di corruzione e contro la predetta società per l’illecito amministrativo consistente nel non aver prevenuto simili reati, ci limitiamo a manifestare la nostra sorpresa che l’egregio parlamentare liquidi la questione con un candido “a prescindere dalle vicende processuali in atto”.
Il movimento di opinione di cui facciamo parte non si è mai politicamente schierato e neppure lo farà nella prossima campagna elettorale amministrativa. Ma non possiamo non rilevare lo sconcerto che nell’opinione pubblica locale provocano, se confermate, le dichiarazioni dell’on. Vitali anche per il modo col quale egli si rivolge al Sindaco Mennitti, colpevole solo di aver correttamente interpretato sul problema del rigassificatore diffuse e sentite sensibilità popolari.
Brindisi, 26 novembre 2008
Michele Di Schiena, Enrico Favuzzi, Teodoro Marinazzo, Maurizio PortaluriFabio Protopapa, Giorgio Sciarra, Pablo Zito
IL CENTRO SINISTRA E LE SEGNALAZIONI DEL SINDACO
Il centro-sinistra e le “segnalazioni” del Sindaco
Si è svolto in data 25 novembre un incontro ufficiale, promosso dall’Amministrazione comunale di Mesagne, tra i rappresentanti dei gruppi Auchan-Leroy Merlin e le forze politiche, sociali e produttive per annunciare alla città la prossima apertura di un nuovo punto vendita commerciale e per aggiornare sullo stato dei rapporti tra il Comune ed il colosso multinazionale.
Nel corso dell’incontro il Sindaco ha dichiarato di aver “segnalato” ai responsabili amministrativi del gruppo Leroy Merlin alcune imprese artigiani locali per l’esecuzione di opere nella fase di realizzazione della nuova struttura ed alcuni giovani disoccupati per un eventuale loro assunzione nella rete distributiva.
Il Sindaco ha altresì lasciato intendere che questa delle “segnalazioni” è una prerogativa che appartiene alle sue funzioni, che egli ha fin qui cercato di svolgere con misura, equilibrio ed equità nella logica di aiutare coloro che gli manifestano il bisogno.
Queste affermazioni hanno prodotto sbigottimento e sconcerto tra gli intervenuti poiché lascerebbero supporre che il Sindaco nella sua veste e per la sua autorità abbia voluto pubblicamente legittimare e istituzionalizzare il meccanismo della “raccomandazione”. Chiediamo al Sindaco pertanto di esplicitare meglio o, in subordine, rettificare il suo pensiero prima di avviare sulla questione ulteriori iniziative politiche.
Mesagne, 26 novembre 2008
Partito Democratico - A Sinistra \ Rifondazione Comunista - Mesagne
Si è svolto in data 25 novembre un incontro ufficiale, promosso dall’Amministrazione comunale di Mesagne, tra i rappresentanti dei gruppi Auchan-Leroy Merlin e le forze politiche, sociali e produttive per annunciare alla città la prossima apertura di un nuovo punto vendita commerciale e per aggiornare sullo stato dei rapporti tra il Comune ed il colosso multinazionale.
Nel corso dell’incontro il Sindaco ha dichiarato di aver “segnalato” ai responsabili amministrativi del gruppo Leroy Merlin alcune imprese artigiani locali per l’esecuzione di opere nella fase di realizzazione della nuova struttura ed alcuni giovani disoccupati per un eventuale loro assunzione nella rete distributiva.
Il Sindaco ha altresì lasciato intendere che questa delle “segnalazioni” è una prerogativa che appartiene alle sue funzioni, che egli ha fin qui cercato di svolgere con misura, equilibrio ed equità nella logica di aiutare coloro che gli manifestano il bisogno.
Queste affermazioni hanno prodotto sbigottimento e sconcerto tra gli intervenuti poiché lascerebbero supporre che il Sindaco nella sua veste e per la sua autorità abbia voluto pubblicamente legittimare e istituzionalizzare il meccanismo della “raccomandazione”. Chiediamo al Sindaco pertanto di esplicitare meglio o, in subordine, rettificare il suo pensiero prima di avviare sulla questione ulteriori iniziative politiche.
Mesagne, 26 novembre 2008
Partito Democratico - A Sinistra \ Rifondazione Comunista - Mesagne
sabato 8 novembre 2008
IL PRC ELEGGER IL SEGRETARIO PROVINCIALE
IL PRC ELEGGE IL SEGRETARIO PROVINCIALE
Si è tenuto a Brindisi nella serata del 7 novembre 2008 il Comitato Politico Federale del Partito della Rifondazione Comunista con all'ordine del giorno l'elezione del segretario politico provinciale e del tesoriere. E' risultato eletto con 32 voti a favore, 24 contrari ed 1 astenuto, Toni Matarrelli. Mentre tesoriere è risultato eletto Cosimo Muscogiuri.
Il neo-eletto segretario politico del PRC ha ringraziato per la fiducia che gli è stata riservata, garantendo ogni sforzo per una gestione politica del partito che faccia superare incomprensioni e divisioni, specie in questa fase di risveglio della partecipazione ed in presenza di una gravissima crisi economica che non può che rendere centrale la difesa degli interessi più deboli.
Il neo-Segretario si è riservato di riconvocare in tempi rapidi lo stesso Comitato Politico per completare gli organismi statutari attraverso la elezione della segreteria ed avviare un'ampia discussione politica per individuare le linee di impegno politico anche alla luce delle imminenti scadenze elettorali. Successivamente a questo passaggio politico interno il segretario e la segretaria avvieranno una ampia azione di consultazione nel variegato mondo della sinistra con l'intento di favorire la massima convergenza ed unità possibile.
Brindisi, 8 novembre 2008
Il Comitato Politico Federale
Si è tenuto a Brindisi nella serata del 7 novembre 2008 il Comitato Politico Federale del Partito della Rifondazione Comunista con all'ordine del giorno l'elezione del segretario politico provinciale e del tesoriere. E' risultato eletto con 32 voti a favore, 24 contrari ed 1 astenuto, Toni Matarrelli. Mentre tesoriere è risultato eletto Cosimo Muscogiuri.
Il neo-eletto segretario politico del PRC ha ringraziato per la fiducia che gli è stata riservata, garantendo ogni sforzo per una gestione politica del partito che faccia superare incomprensioni e divisioni, specie in questa fase di risveglio della partecipazione ed in presenza di una gravissima crisi economica che non può che rendere centrale la difesa degli interessi più deboli.
Il neo-Segretario si è riservato di riconvocare in tempi rapidi lo stesso Comitato Politico per completare gli organismi statutari attraverso la elezione della segreteria ed avviare un'ampia discussione politica per individuare le linee di impegno politico anche alla luce delle imminenti scadenze elettorali. Successivamente a questo passaggio politico interno il segretario e la segretaria avvieranno una ampia azione di consultazione nel variegato mondo della sinistra con l'intento di favorire la massima convergenza ed unità possibile.
Brindisi, 8 novembre 2008
Il Comitato Politico Federale
martedì 2 settembre 2008
AREA VASTA: l'orientamento del Centro Sinistra di Mesagne
AREA VASTA: l’orientamento del Centro Sinistra DI MESAGNE
Mesagne Democratica, il Partito Democratico e la Sinistra-Arcobaleno hanno avviato una riflessione sul tema dei piani territoriali di sviluppo dell’Area Vasta Brindisi con l’obiettivo di offrire all’Amministrazione Comunale un contributo di proposta politica e di progetti operativi al fine di realizzare un percorso unitario, condiviso e partecipato.
La Città di Mesagne, a causa del lungo periodo di stallo politico-amministrativo dovuto alla gestione commissariale ed alle ricorrenze elettorali, ha accumulato un notevole ritardo rispetto agli altri Comuni della Provincia che aderiscono all’Area Vasta. Ma va anche ricordato che pur insediato da oltre tre mesi, troppo assorbito dalla ordinaria amministrazione, il Sindaco Incalza non ha potuto destinare all’argomento in oggetto energie sufficienti ed adeguate ed ha finito per elaborare il proprio progetto preliminare, unitamente alla propria Giunta, soltanto a ridosso del termine di scadenza per la presentazione dei progetti (fissato per il 28 agosto u.s.).
Proprio per queste ragioni la bozza di proposta che ne è derivata, e che è stata offerta alla nostra valutazione, non ci sembra essere sostanziata da una linea chiara di indirizzo politico che orienti le scelte verso un modello univoco di sviluppo per il nostro territorio. Inoltre la gran parte delle schede-progetto elaborate non hanno il respiro intercomunale o provinciale che viene auspicato e richiesto, così come scarno ci appare il contributo offerto dalla tessuto produttivo-imprenditoriale e sociale della nostra Città fin qui non adeguatamente o sufficientemente coinvolta.
Debole appare altresì l’incidenza politica del Comune di Mesagne, il cui Sindaco è rimasto fuori dalla “ cabina di regia” cioè da quel direttorio politico di supervisione su cui graverà l’onere di indicare la direzione di marcia dei finanziamenti eventualmente ottenuti ed in cui siedono i Sindaci di Fasano, Ostuni, Francavilla F.na, Oria e S.Pancrazio. Questa “retrocessione” è un fatto straordinario per la nostra città che fino ad ora aveva sempre svolto il ruolo di “comune capofila” nell’organizzazione dei progetti di respiro intercomunale (Leader II - Piani di Zona, ecc).
Ciò nonostante il centro-sinistra intende produrre ogni sforzo utile a rilanciare il progetto di Area Vasta considerando l’importanza cruciale per lo sviluppo della nostra Città. Ed è pronto a farlo in sinergia col governo Incalza, sempre che questi accetterà di ri-modulare il percorso avviato accogliendo le proposte da noi formulate e cioè:
- che si attivino in breve tempo gli organismi istituzionali (Commissioni consiliari, Conferenza dei Capi-gruppo) per un approfondimento di merito e per un confronto fra le forze politiche presenti in Consiglio comunale;
- che si programmino incontri tematici sull’argomento con le forze produttive, imprenditoriali e con il partenariato sociale della nostra Città;
- che sia convocato a breve un Consiglio Comunale monotematico per sancire l’indirizzo politico generale da dare al nostro progetto secondo un modello di sviluppo che esalti il valore della territorialità e ponga al centro dell’interesse comune il rispetto dei valori ambientali, della nostra vocazione rurale, agricola e agro-industriale e che sia in grado di volgere uno sguardo sapiente alle nuove tecnologie, alla ricerca, al terziario avanzato, al turismo.
Siamo tutti consapevoli che nella congiuntura economica generale di grave recessione del Paese, nelle condizione di grave ristrettezza economica in cui versano i comuni per effetto dei tagli ai trasferimenti imposti dal governo centrale, questa dell’Area Vasta è forse l’ultima occasione buona per agganciare il treno dello sviluppo, pertanto tutti siamo chiamati a produrre uno sforzo supplementare affinché la città di Mesagne torni ad avere un ruolo di primo piano nella determinazione del destino economico e sociale dell’area vasta cui appartiene.
Mesagne, 2 settembre 2008
Mesagne Democratica - Partito Democratico – Sinistra Arcobaleno
Mesagne Democratica, il Partito Democratico e la Sinistra-Arcobaleno hanno avviato una riflessione sul tema dei piani territoriali di sviluppo dell’Area Vasta Brindisi con l’obiettivo di offrire all’Amministrazione Comunale un contributo di proposta politica e di progetti operativi al fine di realizzare un percorso unitario, condiviso e partecipato.
La Città di Mesagne, a causa del lungo periodo di stallo politico-amministrativo dovuto alla gestione commissariale ed alle ricorrenze elettorali, ha accumulato un notevole ritardo rispetto agli altri Comuni della Provincia che aderiscono all’Area Vasta. Ma va anche ricordato che pur insediato da oltre tre mesi, troppo assorbito dalla ordinaria amministrazione, il Sindaco Incalza non ha potuto destinare all’argomento in oggetto energie sufficienti ed adeguate ed ha finito per elaborare il proprio progetto preliminare, unitamente alla propria Giunta, soltanto a ridosso del termine di scadenza per la presentazione dei progetti (fissato per il 28 agosto u.s.).
Proprio per queste ragioni la bozza di proposta che ne è derivata, e che è stata offerta alla nostra valutazione, non ci sembra essere sostanziata da una linea chiara di indirizzo politico che orienti le scelte verso un modello univoco di sviluppo per il nostro territorio. Inoltre la gran parte delle schede-progetto elaborate non hanno il respiro intercomunale o provinciale che viene auspicato e richiesto, così come scarno ci appare il contributo offerto dalla tessuto produttivo-imprenditoriale e sociale della nostra Città fin qui non adeguatamente o sufficientemente coinvolta.
Debole appare altresì l’incidenza politica del Comune di Mesagne, il cui Sindaco è rimasto fuori dalla “ cabina di regia” cioè da quel direttorio politico di supervisione su cui graverà l’onere di indicare la direzione di marcia dei finanziamenti eventualmente ottenuti ed in cui siedono i Sindaci di Fasano, Ostuni, Francavilla F.na, Oria e S.Pancrazio. Questa “retrocessione” è un fatto straordinario per la nostra città che fino ad ora aveva sempre svolto il ruolo di “comune capofila” nell’organizzazione dei progetti di respiro intercomunale (Leader II - Piani di Zona, ecc).
Ciò nonostante il centro-sinistra intende produrre ogni sforzo utile a rilanciare il progetto di Area Vasta considerando l’importanza cruciale per lo sviluppo della nostra Città. Ed è pronto a farlo in sinergia col governo Incalza, sempre che questi accetterà di ri-modulare il percorso avviato accogliendo le proposte da noi formulate e cioè:
- che si attivino in breve tempo gli organismi istituzionali (Commissioni consiliari, Conferenza dei Capi-gruppo) per un approfondimento di merito e per un confronto fra le forze politiche presenti in Consiglio comunale;
- che si programmino incontri tematici sull’argomento con le forze produttive, imprenditoriali e con il partenariato sociale della nostra Città;
- che sia convocato a breve un Consiglio Comunale monotematico per sancire l’indirizzo politico generale da dare al nostro progetto secondo un modello di sviluppo che esalti il valore della territorialità e ponga al centro dell’interesse comune il rispetto dei valori ambientali, della nostra vocazione rurale, agricola e agro-industriale e che sia in grado di volgere uno sguardo sapiente alle nuove tecnologie, alla ricerca, al terziario avanzato, al turismo.
Siamo tutti consapevoli che nella congiuntura economica generale di grave recessione del Paese, nelle condizione di grave ristrettezza economica in cui versano i comuni per effetto dei tagli ai trasferimenti imposti dal governo centrale, questa dell’Area Vasta è forse l’ultima occasione buona per agganciare il treno dello sviluppo, pertanto tutti siamo chiamati a produrre uno sforzo supplementare affinché la città di Mesagne torni ad avere un ruolo di primo piano nella determinazione del destino economico e sociale dell’area vasta cui appartiene.
Mesagne, 2 settembre 2008
Mesagne Democratica - Partito Democratico – Sinistra Arcobaleno
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